Keelton - Cose da questo mondo
Keelton - Cose da questo mondo

Le motomeraviglie d’Italia!

CAPITOLO 1

Il Nord Italia

1a) Museo, fabbrica e galleria del vento della Moto Guzzi, a Mandello del Lario (Lecco):  Si possono visitare la fabbrica della Moto Guzzi, lo Shop, la galleria del Vento e parte della fabbrica durante i GMG, ovvero i Giorni Moto Guzzi, che si tengono ogni anno in estate. Nei restanti periodi sono aperti in settimana il museo e lo shop.

 

Questo è il luogo in cui è nato il mito di andare a Capo Nord. Ogni viaggio a Capo Nord idelamente parte da qui. 

 “La manopola del gas si muove in entrambe le direzioni"

 

Anonimo.

2) Le Dolomiti sono la catena montuosa italiana che ha ricevuto il patrocinio dell’UNESCO. Non una in particolare, bensì il complesso montuoso nella sua interezza, per cui, non mi permetto di fare distinguo tra i vari passi motociclistici che vi potete trovare, anche perché sono veramente tutti magnifici. Eccovi un elenco di come potete spendere al meglio 3/ 4 giorni delle vostre vacanze: Da chiusa (in Valgardena): Passo sella, Passo Gardena, Passo di Campolongo, Passo Pordoi, Moena di Valgardena, Passo San Pellegrino, passo Valles, Passo Rolle, San Martino di Castrozza, passo Cereda, Passo Duran, Passo Forcella di Straulanza, Passo Giau, Passo Fouzargo, passo Fedaia, Canazei, passo Tre Croci, lago di Misurina, Tre cime di Lavaredo. 

Il Cervino visto da Zermatt

3) Il Cervino, la montagna più fotografata al mondo! Secondo uno studio svizzero il Cervino è la montagna più fotografata al mondo. Quando ho letto questa frase, mi sono detto: "beh, gli svizzeri sono precisi, se lo dicono sarà vero, e una ragione ci sarà, no?"

 

Sono andato a cercarmela. Ho chiesto a google: perchè il Cervino è la montagna più fotografata al mondo? Così ho scoperto -perchè non lo sapevo- che il Cervino è per 3/4 svizzero, e non italiano, perchè solo il lato sud appartiene a Cervinia (che, ovviamente, si chiama così per il monte), mentre gli altri 3 lati sono Svizzeri, più precisamente di Zermatt.

 

La cosa mi ha lasciato anche un pò indispettito, perchè è dalle elementari che mi dicono che il Cervino sta a Cervinia... E, insomma, scoprire che il Cervino è degli "Hemmentalmen" non mi ha fatto impazzire di gioia.

 

Detto ciò, da bravo italiano, ho pensato: "che gli svizzeri dicano che una cosa loro è la migliore del mondo non è questione di precisione... ma di paraculaggine! Per l'oste, il proprio vino è sempre buono!"

 

Poi, però, ho cercato le foto del Cervino visto da Zermatt, e ho dovuto ricredermi: ha una forma così particolare e si staglia letteralmente nel cielo rispetto a ciò che le sta intorno, con una potenza maestosa che -davvero- io non potrei dire di un'altra vetta che sia così protagonista del suo regno. E' bellissima.

Il Cervino visto dal Lago Blu, a Cervinia

A questo punto, qualcuno potrebbe domandarmi -non senza ragioni- perchè io abbia comunque inserito il Cervino in questa classifica di mete italiane.

 

I motivi sono due: in primo luogo, il Cervino è visibile anche dall'Italia, quindi mi pare corretto metterlo anche qua. Ma, soprattutto, c'è un problemino "logistico": a Zermatt non ci potete andare! Viaggiando in moto, per arrivare a Zermatt dovete parcheggiare a fondo valle e da lì procedere col treno ...O in elicottero, se avete prelevato! :-) Mentre da Cervinia, andando al Lago Blu, potete godervi la vista del monte che pubblico qui a fianco.

 

A mio modesto avviso, la foto scattata dal lato svizzero ha una "potenza" impareggiabile, quasi sessuale, mi verrebbe da dire. E con questo voglio dire che non ho dubbi che meriti di andare là. Tuttavia, alla mancanza di strade va sommato il costo (pazzesco per un italiano!) di un viaggio in Svizzera, dove tutto costa anche 4/ 8 volte di più che in Italia, e Zermatt è una città turistica e rinomata, quindi che si assesta sul massimo dei costi possibili. Per cui, viva il lago blu!

 

Il percorso del gusto fino al Cervino su google maps

4) Passo Gavia, terme di Bormio, strada e Passo dello Stelvio.  La strada che arriva al passo Gavia è l’unica che attraversa il Parco Nazionale dello Stelvio; questo ne fa un posto unico e meraviglioso, che ti porta ad un contatto estremo con la natura; c’è un momento, scendendo verso Bormio, in cui ti ritrovi veramente nel mezzo del nulla; solo alberi, ruscelli... Se spegni la moto sei prossimo al silenzio assoluto. Grandissimo fascino. Non c'è nessun'altra strada simile in tutto il nord Italia e, se ci fosse, probabilmente non sarebbe così piacevole da percorrere su 2 ruote.

 

Scesi a Bormio, vi ritrovate in una cittadina Alpina caratterizzata dall’amaro Braulio (buonissimo! Assaggiabile e comprabile direttamente allo spaccio della fabbrica, in via Roma al 27), e dalle famose terme, ovvero Bagni Vecchi, Bagni Nuovi e Piscine. Tutte sono meritevoli di attenzione e, anzi, la presenza di tre strutture  così importanti e così diverse tra loro arricchisce non di poco la particolarità del luogo; tuttavia, sono i Bagni Vecchi ad essere davvero speciali, perchè sono incastonati a mezza valle del Braulio e furono fondati addirittura dai romani.

La grotta scavata nell'antichità per trovare l'acqua termale fa ancora oggi parte del percorso ed è una vera macchina del tempo. Inoltre, sempre nei Bagni vecchi, c'è una struttura risalente al Medioevo, che per giunta guarda la valle, regalando un panorama straordinario.

A Bormio comincia la Strada asfaltata a valico aperta al traffico più alta d'Italia (e seconda in Europa solo al Col de l'Iseran), è quella che porta al  Passo dello Stelvio. Potete leggere più diffusamente cliccando qui.

 

Il percorso Gavia, Bormio e Stelvio su google maps

Nella zona di Bormio, da fare anche:

Passo San Marco, Passo del Vivione, Passo di Zambla.

Nessuno dei tre è troppo vicino a Bormio, ma tutti meritano di deviare per andarci: il passo San Marco si imbocca da Morbegno (Sondrio) scendendo da Bormio verso Lecco; il passo del Vivione si imbocca da Edolo (attraverso il Passo Gavia, il Mortirolo o il Passo Aprica); qualunque dei due facciate, vi porterà verso il terzo (ovvero il passo di Zambla), scavallato il quale potrete tornare verso Bormio usando l'altro. E' un giro che richiede una giornata di moto (spesa benissimo). Al passo della Presolana (che si trova a metà strada tra il Vivione e il passo di Zambla c'è il bob estivo, un piacevole diversivo che ho trovato solo qui. In questa zona alpina si potrebbero citare molti altri passi, tutti meritevoli di attenzione, ma questi sono i migliori.

 

Per tornare a Bormio, si può passare dalla Svizzera, scendere dalla Forcola a Livigno (che merita un giro e un pieno di benzina a prezzo scontato), e risalire sul passo Tre palle.

 

percorso Bormio, Aprica, Vivione, Zambla, San Marco, Forcola, Livigno, Tre palle, Bormio su google maps

Foto della miniera di Schilpario (visitabile), che si trova in fondo al passo del vivione (Lato bergamasco, per intendersi)

 “E' Dal 1903 che aiutiamo ragazzi brutti a trovarsi una bella ragazza."

 

Pubblicità Harley-Davidson

5) Verona, Vicenza, Padova, Venezia, ChioggiaPartiamo dal centro di Verona, ovvero senz'altro da piazza Bra con la famosa Arena romana, le porte cittadine, la piazza dei signori coni palazzi Scaligeri, ma anche la casa di Giulietta e le splendide vie di negozi. Una visita alla città, per quanto veloce, richiede una giornata di sereno turismo a piedi. Verona è parte del patrimonio dell'UNESCO dal 1994.

 

Da qui, per andare a Vicenza è sufficiente prendere l'autostrada, tuttavia non è questo lo spirito del mototurista; vi propongo un percorso molto più contorto e gustoso, fatto a misura di voglia di pieghe: 90 km "fuori mano" che collegano il centro di Verona a quello di Vicenza (volendo, si può prenderla anche più larga spostandosi anche più a nord lungo il tragitto).

 

Cosa non vi dovete perdere a Vicenza? Il teatro olimpico e la Basilica Palladiana, che danno alla città il motivo di essere inserita nel patrimonio dell'UNESCO dal 1994. Naturalmente, la città offre molto di più, ma in questa sezione chiamata "Le Motomeraviglie" ci soffermiamo solo sul meglio del meglio, ciò che non si può non vedere.

Da qui ci spostiamo a Padova, e stavolta (mio malgrado) lo facciamo con l'autostrada, perchè non ci sono strade gustose in questa zona. Giunti a Padova, andiamo a vedere il centro storico, tutto molto bello, ordinato e piacevole, ma non possiamo non vedere il più antico mercato coperto del continente, che si trova presso il Palazzo della Ragione. Qui si vendevano merci già nel 1200!

Ero indeciso: mettere o non mettere Venezia tra le motomeraviglie? Perchè che sia meraviglia non ci sono dubbi, ma qualche dubbio che abbia a che fare con la moto ce l'ho. Tuttavia, ho deciso che la risposta è meglio che se la dia ognuno, poichè proprio non la si può lasciare fuori da un qualsiasi elenco delle cose più belle d'Italia (o d'Europa, o del mondo intero).

Parcheggiate in piazzale Roma se volete regalere l'intero stipendio al parcheggiatore, oppure a mestre e prendete il treno o il bus per arrivare in laguna. Una volta qui, c'è solo l'imbarazzo della scelta, è tutto bello, ma dovendo citare qualcosa rimango sul classico: la basilica di San Marco e piazza San Marco, palazzo Ducale, il ponte di Rialto, la biblioteca Marciana, il ponte dei Sospiri, Murano, Burano, se capitate a settembre il Festival del Cinema (al Lido). Venezia è patrimonio dell'umanità dell'UNESCO dal 1987.

Ultima tappa di questo tour: Chioggia. Non vorrei apparirvi blasfemo ma, per come la vedo io, è più bella di Venezia. La trovo più raccolta, tipica, ovviamente meno turistica e caotica, in definitiva più pulita. Fidatevi: se andate a Venezia, dovete arrivare fino a Chioggia.

 

Il tour verona-venezia-chioggia su google maps

6) Da Milano alle Isole Borromee. Milano. Come tutte le grandi città, è poco "motociclistica" in quanto il traffico, il parcheggio e -non ultimo- anche il rischio di furto della moto, rendono la visita poco "confortevole".

Tuttavia, come si può non inserirla nelle mete obbligatorie? Quello che non puoi non vedere è il duomo (ovviamente), l'Ultima Cena (detta anche "Il Cenacolo"), ovvero quel meraviglioso affresco di Leonardo Da Vinci famoso anche per il libro "Il codice da Vinci", che si trova nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, la galleria Vittorio Emanuele II, che si trova a fianco del duomo ed un magnifico elemento architettonico di suo, ricco di bei negozi e delle famose "balle del toro" da schiacciare, e aggiungerei via Corso Vittorio Emanuele, Monte Napoleone, corso Buenos Aires, che ha negozi più "plebei" ma è la più lunga via commerciale d'Europa, il Castello Sforzesco e, se avanza del tempo il "Bosco Verticale", il grattacielo fiorito che ha recentemente vinto un premio quale "Più bello del mondo".

Un discorso a parte lo faccio per il museo "della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci"; bello ed interessante, con collezioni di aerei, treni, navi, e il sommergibile Toti (nella foto in basso).

 

N.B.: Per una visita veloce (senza il museo della Scienza), parcheggiando in San Babila la mattina presto, in una giornata fate tutto, ma Milano meriterebbe di fermarsi di più.

Purtroppo, da Milano alle Isole Borromee, o meglio fino a Stresa, dove si prende il tragheto, vi tocca di farvela in autostrada, non perchè non esistano strade alternative ma perchè non hanno niente di interessante. Arrivati a Stresa, sul Lago Maggiore, bella cittadina dove è senz'altro piacevole soggiornare, non vi resta che prendere uno dei numerosi traghetti o motoscafi pubblici/ privati per fare il "giornaliero", il biglietto che vi consente di fare il giro delle isole durante tutta la giornata. Cosa vedere: isola Bella e Isola Superiore.

7) La via del Sale Piemontese, con il Col del Sommeiller, l'Assietta, il Colle dell'Agnello e la galleria dei SaraceniSi chiamavano "vie del sale" tutte quelle che, nell'antichità, venivano utilizzate per il commercio (del sale, certo, ma non solo), spesso a piedi e con i carichi a dorso di mulo (da cui il nome "mulattiera").

 

Delle tante vie del sale presenti in Italia, la più famosa è senz'altro quella piemontese (o ligure-piemontese-francese, per maggiore precisione).

 

Il perchè è presto detto: questa gode di panorami, storia bellica e difficoltà di percorso che assolutamente imparagonabili alle altre).

 

Proprio per questo, non può assolutamente essere percorsa con una moto da strada, bensì rigorosamente con moto da enduro, da piloti discretamente esperti e non in solitaria.

 

Tra le ulteriori premesse d'obbligo, va detto che non esiste una via del sale "ufficiale", come nel caso -ad esempio- della Route del Grandes Alpes; qui, entro certi limiti, ognuno se la fa a propria misura, la rotta da seguire. 

 

L'itinerario più classico, comunque, è quello che va dai Molini di Triora a Limone Piemonte, scavallando spesso in >Francia, seguendo la via dei cannoni, dove infatti si trovano copiose strutture fortificate.

 

 

 

Le moto a Fort Central. Peccato che non si veda niente a causa della nebbia :-(

Io ho fatto la via del sale con Tuttoenduro nell'estate del 2014; purtroppo il tempo è stato inclemente, ha piovuto spessissimo, il che ha esaltato l'esperienza off con copiosissimo fango e acuite difficoltà di guida, a scapito però dei panorami. La cosa più bella che ricordo è la nebbia.

 

Vi riporto, in ogni caso, le poche foto di valore che siamo riusciti a fare e vi auguro di essere più fortunati di noi al vostro passaggio.

 

Nella zona, da fare anche:

A Torino, non potete perdervi il museo del cinema, il museo egizio, il museo dell'automobile, le residenze dei savoia quali Palazzo Reale, palazzo Carignano, palazzo Madama, la venaria Reale, tutte dichiarate patrimonio dell'umanità dell'UNESCO nel 1997. Di qeusti io ho visto il Museo dell'Automobile, ma prima che si trasferisse, quindi non vale, e la Venaria Reale, che consiglio a tutti e di cui posto qualche foto:

Il colle dell'Agnello, con i suoi 2744 mt. slm., è la nona strada più alta d'Europa. Resta al confine tra Italia e Francia.

Con i suoi 2993 mt. slm., il Col du Sommeiller è seconda strada aperta al traffico più alta d'Europa e la prima d'Italia; non è asfaltata ed è raggiungibile solo nel periodo estivo.

 

Ci sono andato l'anno scorso, vedi l'articolo dettagliato cliccando qui.

8) La Val Trebbia, da Piacenza a Portofino e ritorno: Quella che vi propongo qui è una strada fatta di castelli e buona cucina e panorami stupendi e strade in mezzo ai boschi, non sempre ben tenute per la verità; ma parliamoci chiaro: la chiamano la via degli smanettoni e un motivo c'è! Io non ve la propongo in quanto corridore, anzi io sono un bradipo e consiglio a tutti di andare piano, ma la questione è che qua ci sono 310 km. di curve, saliscendi e tornanti, una cosa da sbavo che sembra non finire mai e che ti porta a dimenticarti di tutto: panorami, castelli, e purtroppo a volte anche dell'autovelox. E' una goduria motociclistica! A metà strada c'è il mare, e non uno qualsiasi, perchè in questa classifica non c'è spazio per in numeri 2: questa strada ferma a Portofino, dove eleganza, ricchezza e a volte opulenza sono di casa. Qui vicino c'è anche il Cristo degli abissi, visita meravigliosa ma.. Solo se avete il brevetto da sub.

 

Il percorso Piacenza, Val trebbia, Portofino, Piacenza su google maps

Da vedere anche: Il cristo degli abissi di San Fruttuoso resta a 15 mt. di profondità e ci si può arrivare solo se, oltre alla moto,avete anche le bombole. Altrimenti, dovrete accontentarvi di una foto fatta da qualcun altro. Ma anche senza questa visita specialissima, il paese in particolare e tutto il golfo dei Poeti in generale meritano una visita.

 

vedi il Cristo degli Abissi su google maps

8) Da Firenze alle 5 terre, passando per Pisa e Porto Venere, senza autostrade. Un tour di poco meno di 300 km., costruito evitando le autostrade a vantaggio delle più belle e tortuose strade della zona, per andare a visitare il principale patrimonio artistico, culturale, religioso, nel contesto di panorami così belli da meritare la tutela dell'UNESCO.

 

Vediamolo nel dettagio: si parte dalla cupola ottagonale del duomo di Santa Maria del Fiore, dalle porte bronzee e il campanile di Giotto, per passare poi a Palazzo Vecchio con le sue sale decorate da Michelangelo, Donatello e Verrocchio, agli Uffizi (una delle più importanti collezioni di dipinti del mondo), al Ponte Vecchio (con i suoi negozi orafi), concludendo la visita fiorentina con Palazzo Pitti. Tutta la città è patrimonio dell'UNESCO dal 1982.

Inutile dire che da Firenze c'è una bella autostrada dritta che può portarvi a Pisa in men che non si dica; tuttavia, il percorso che abbiamo disegnato passa attraverso la Toscana vera, lontano dalle grandi vie di comunicazione e, tra mille curve, vi porta prima a Montecatini Terme e solo da lì, sempre evitando "i caselli", si snoda fino a Pisa. Cosa vedere, qui? La piazza del Duomo con la famosa torre inclinata o, più in generale, la zona medioevale di Campo dei Miracoli. Attenzione ai prezzi: a Pisa in centro si mangia maluccio e si spende "da paura".  Tutta la zona è sito dell'UNESCO dal 1987.

Si prosegue, poi, per Portovenere, ma non prima di aver fatto una visita a Viareggio e a Forte dei Marmi. In questa tratta ci tocca, ns. malgrado, usare l'autostrada per congiungerci alla Liguria.

Niente è più mototuristico della Strada costiera che unisce Portovenere alle 5 terre; panorami meravigliosi, curve piacevolissime, clima quasi sempre gustoso, così come la cucina e i vini locali; la moto è (dopo il treno) il modo meno scomodo di visitare questi posti, poichè parcheggiare l'auto è pressochè impossibile (io ho fatto fatica anche con la moto ma sono capitato in giorni sbagliati, in piena stagione). Contrariamente a quel che si pensa si spende poco per dormire localmente (in stanze di bassissimo livello, però di fronte al mare).

 

Il percorso da Firenze alle 5 terre su google maps

9) Siena, Monteriggioni, San Gimignano, Dune d'Erba e Museo Piaggio, Volterra, Populonia, Follonica, Punta ala, Grosseto, Pienza: Il percorso che vi proponiamo è di 443 km. chilometri di belle strade, che passano anche tra le riserve naturali di Monterufoli e di Caselli, per vedere storia plurimillenaria etrusca e storia medioevale, la toscana del Chianti e un mare favoloso.

  • San Gimignano, la città medioevale per eccellenza; caratterizzata dalle sue 13 torri, che in origine dovevano essere almeno 70, nonchè dalle mura cittadine fortificate. E' patrimonio dell'UNESCO dal 1990
  • Volterra, con i suoi palazzi medioevali, ma anche le sue antichità preromane. Volterra fu fondata dagli Etruschi nel VI secolo a.c. e, di quell'epoca, si possono ancora vedere i resti (arco, porta cittadina di 6 mt, parte delle antiche mura difensive). In città c'è anche un museo etrusco. Ma, per il motociclista, sarà interessante anche il percorso lungo le famose dune d'erba, che fanno parte anche della classifica delle migliori 25 strade del mondo emessa recentemente da Motociclismo.
  • Pontedera: visita al museo Piaggio, madre della Vespa, lo scooter più venduto e più famoso al mondo. A mio avviso, irrinunciabile.
  • Populonia, città etrusca; in cima ad una collina che guarda il mare di fronte all'isola d'Elba, si erge l'antico paese etrusco di Populonia, una città del VII secolo a.c. Ciò che è stato scoperto negli scavi del XX secolo è conservato nel museo cittadino.

Si continua, dunque, per Follonica e Punta Ala, prima di lasciare la costa per Grosseto, poichè questo giro non poteva non passare dalle terme di Saturnia.

Per tornare nel Chianti, cosa c'è di meglio che passare da Montalcino, patria di uno dei Vini più rinomati al mondo. Qui si mangia benissimo e si beve anche meglio.

Il caratteristico borgo di Pienza, che risale in buona parte agli anni 1400-1500, è inserito nel patrimonio dell'umanità dell'UNESCO dal 1996 e merita senza dubbio di fermarvisi. Da lì, si prosegue poi per Siena, dove è banale ma vero dire che tutto ruota attorno a piazza del Campo. A Siena bisogna vedere anche il palazzo comunale, il palazzo Pubblico, la torre del Mangia, il duomo, il centro storico nel suo complesso, il tutto patrimonio dell'UNESCO dal 1995.

 

P.s.: ho messo Monteriggioni perchè è diventato famoso con il videogiogo "Assassins Creed"; un sacco di gente ci va per vedere come è davvero rispetto alla finzione virtuale.

  

vedi il percorso su google maps

 

 


Consiglia questa pagina su:

Consiglia questa pagina su:

Stampa Stampa | Mappa del sito
Keelton - Cose Da Questo Mondo